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ANTARES VISION: CONTINUA LA LIAISON CON LA VITTORIA ALATA
Uno dei simboli della città di Brescia in restauro all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
 
Firenze, 27 maggio 2019 – Continua l’impegno di Antares Vision per la salvaguardia del patrimonio culturale della città di Brescia. La multinazionale italiana, leader mondiale nei sistemi d’ispezione visiva, nelle soluzioni di tracciatura e nella gestione intelligente dei dati, ha iniziato nel 2017 la partecipazione al restauro della Vittoria Alata, l’opera che dal 1826 è uno dei simboli più rappresentativi della città di Brescia, nell’ambito del progetto ART BONUS. Dopo la fase di diagnostica, durante la quale Antares Vision ha svolto un ruolo attivo grazie al know-how nelle tecnologie di visione, per la statua ambasciatrice di Brescia è iniziata la fase di restauro conservativo presso i laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che le restituirà lo splendore originale in vista della futura ricollocazione nel Tempio Capitolium di Brescia. Se ne parla oggi durante il convegno “Il restauro dei grandi bronzi archeologici” presso l’Opificio delle Pietre Dure, durante il quale Antares Vision partecipa alla visita del laboratorio dove si stanno eseguendo gli interventi sulla Vittoria Alata.
 
“La partecipazione a questo progetto conferma il legame di Antares Vision con le sue radici bresciane, di cui andiamo orgogliosi – dichiara Emidio Zorzella, CEO di Antares Vision –. La Vittoria Alata ha rappresentato un dono come ringraziamento dopo un successo e, allo stesso modo, il nostro vuole essere un gesto di gratitudine verso il nostro territorio e la sua cultura. Una straordinaria tradizione, che già nel 1820 vide i privati a sostegno degli scavi del Capitolium, si rinnova con un nuovo sodalizio tra imprese e Fondazione Brescia Musei”. “Siamo partiti come spin off dell’università di Brescia nel 1998 – conferma Massimo Bonardi, Managing & Technical Director di Antares Vision – e oggi siamo presenti in oltre 60 Paesi in tutto il mondo. La crescita a livello internazionale ci ha portato a riflettere sull’importanza delle nostre radici: preservare un patrimonio locale assolutamente unico diventa un valore da esportare. Non si tratta solo di supportare il Made in Italy, ma di promuovere un fare cultura che diventa driver aziendale”.
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